PARIGI – Francia

“Paris, la ville de l’amour!”
Realtà o leggenda?
Per saperlo ho deciso di andarci da solo per la mia quarta tappa del progetto #viaggioincontroluce.

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Ansia, curiosità, paura e voglia di mettermi sempre alla prova sono state le emozioni che mi hanno accompagnato nella preparazione del mio primo viaggio solitario.
Prima di arrivare ho pensato subito alla scena iniziale di uno dei miei film preferiti “L’odio “(La Haine) con Vincent Cassel
« Questa è la storia di un uomo che cade da un palazzo di 50 piani. Mano a mano che cadendo passa da un piano all’altro, il tizio per farsi coraggio si ripete: “Fino a qui, tutto bene. Fino a qui, tutto bene. Fino a qui, tutto bene.” Il problema non è la caduta, ma l’atterraggio. »
La mia mente continuava a darmi coraggio, ma sono bastati poche minuti sotto il cielo parigino per capire che il mio motto sarebbe diventato presto
“IL PROBLEMA NON E’ LA PARTENZA, MA IL RITORNO A CASA”

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Per questa meta, ho deciso di usare meno parole e più immagini in bianco e nero, meno attrazioni e più persone, per raccontare  una città con carattere freddo e diffidente ma che nasconde sfumature artistiche in ogni suo angolo.
Raccontare della capitale francese non è per nulla facile, tutto può sembrare banale e superficiale guardando la Torre Eiffel illuminata di notte.
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Il profumo dei croissant, che esce dalle piccole pasticcerie rustiche tanto delicate nell’aspetto, mi accompagnano per tutta la mattinata.
Mentre cerco la foto perfetta mi perdo tra i volti dei parigini e ammiro come un vero turista i simboli più famosi della città.
Partendo dalla Torre Eiffel passando dall’Arco di Trionfo e prima di arrivare alla Cattedrale di Notre Dame, trascorro la mattinata visitando il Museo del Louvre.

DSCF9145DSCF9157DSCF8700DSCF8764DSCF9137DSCF9136DSCF8986DSCF8815DSCF8804DSCF8798Ad ogni opera ti ci innamori.

Ti ci perdi ad osservarla in ogni sua sfumatura, senti quasi il profumo della pittura che ti incanta.
Affreschi e sculture che hai sempre visto su libri di scuola o su t-shirt divertenti, mi avvolgono in una strana magia come se ci fosse un momento di adorazione per colui che le ha regalate alla umanità.
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Obbligato dal tempo che passa a lasciare la visita artistica, ritorno per strada alla ricerca di una baguette da divorare.
Percorrendo ancora le viete, non indicate sulla guida turistica, mi dirigo verso Montmartre passando dal mulino più famoso del mondo il Moulin Rouge alle vie più isolate di parigi.
Gli sguardi incuriositi dei residenti, mi fanno sentire un turista fuori zona, dove ad incantare non ci sono maestosi palazzi o monumenti storici, ma bensì semplici dettagli come le vetrine dei fiorai, le casette ben curate e i piccoli laboratori artistici che mi fanno rivivere in un film francese anni 90.

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Giunto a Montmartre mi perdo nella bellezza dell’intera città vista da sopra.
Ed è lì che rifletto sulla prima domanda, “Parigi, la città dell’amore?”
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L’amore per l’arte, l’orgoglio patriottico rinforzato dopo gli atti terroristici e la voglia di vivere in tranquillità una città così grande, mi hanno fatto capire che l’amore di cui si parla non è quello “banale” e semplice di una coppia di innamorati, ma l’amore per la Francia che gli stessi abitanti influenzano sui turisti di tutto il mondo.

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Ritorno a casa con un bagaglio pieno di emozioni vissute in soli 3 giorni.

Lascio questa magica città con un sicuro arrivederci e con l’amaro in bocca, perchè infondo è vero …
“IL PROBLEMA NON E’ LA PARTENZA, MA IL RITORNO A CASA”

 

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