BRUXELLES – Belgio
Aprile 2016.
Le prime cose che mi hanno detto appena ho comunicato a tutti che sarei andato a Bruxelles sono state:
– Sei pazzo? Il covo dei terroristi, stai lontano da Molenbeek.
– Assaggia assolutamente Cozze&Patatine fritte e visita il palazzo del parlamento europeo.
– Vai al “Delirium” e ubriacati di “Delirium”.
Bene ed io così ho fatto, ho alloggiato in zona Molenbeek, non ho mai ordinato Cozze&Patatine e dal palazzo del Parlamento europeo ci sono stato lontano … molto lontano!
Ma della Delirium, ho GranBeiRicordi!

Vincenzo “Il capitano”, Marcello “la menzogna” i cugini Luigi ” Zizzi&Stikketta” sono loro i miei nuovi compagni di viaggio, ed è con loro che vado alla scoperta di questa bellissima città.

Bruxelles si presenta agli occhi di tutto il mondo, dopo l’attentato che ha colpito il paese il 22 marzo scorso, come una città con l’aspetto francese ma con un forte carattere belga. Ci accorgiamo subito di quanto la città sia costantemente controllata dalle forze armate. Blindati e uomini in divisa con annesso fucile al collo presidiano stazioni, centri commerciali e le numerose metro che si distinguono per le opere d’arte dando vita e colore ai tunnel grigio cemento.









Per riprenderci dal viaggio, ci perdiamo nelle lunghissime distese verdi della capitale, i numerosissimi parchi vengono giornalmente occupati dai turisti che da tutto il mondo, sfruttano queste aree come centri di relax e di ritrovo fermandosi momentaneamente dallo shopping frenetico che si può fare nei negozi nascosti nelle viette lungo i parchi.
La Senne, fiume che bagna Bruxelles, divide in due parti la capitale creando una visione di due città in una, da un lato troviamo il centro sempre più moderno ed elegante con stampo occidentale e dall’altro lato troviamo il quartiere con uno stampo culturale prettamente mussulmano.
Molenbeek conosciuta, purtroppo, solo come “il covo dei terroristi” nella sua semplicità regala la netta certezza che in un paese libero possano convivere persone con diversa etnia e religione. Sicuramente è il lato della città meno controllato e meno frequentato da turisti, dove la prostituzione ne fa centro di economia h24.




























La miniatura di Manneken Pis (statuetta in bronzo che rappresenta un bambino nudo che urina) e le birre di ogni tipo, sono sicuramente le cose più vendute in città che può sembrare cara per i più pigri ed economica per chi riesce a fare qualche metro di più per acquistare un souvenir.
Tra i ricordi che ho messo in valigia per il ritorno a casa è sicuramente l’aver vissuto, anche per poco, un clima di unione e di fratellanza tra cittadini di ogni città del mondo che si ritrovano a visitare questa capitale ancora ferita dagli attentati terroristici.



Dopo aver visitato per qualche ora la città vicina di Gent con i suoi locali rustici e sempre pieni , lasciamo nella notte la città, che resta bella, fredda e silenziosa.
Un arrivederci sicuro alla Bruxelles così ospitale.













