NAPOLI – Italia

18/20 Dicembre 2015.

“Dalle nostre parti con la morte c’è confidenza. E questo è un elemento in più per chi come me sostiene da sempre la tesi del carattere epicureo dell’animo napoletano.                                                                                                  Diceva Epicuro: <<Non bisogna avere paura della morte. Quando noi siamo, la morte non c’è, e quando c’è la morte, noi non siamo>>. ”
(Tratto dal libro fotografico di Luciano De Crescenzo – LA NAPOLI DI BELLAVISTA, 1979 -)


Non può esserci frase più giusta per iniziare a parlare della nuova tappa fotografica del progetto VIAGGIOINCONTROLUCE, una frase che racconta al meglio la personalità della gente di Napoli.

Arrivo con il buio e mentre percorro la grande strada centrale vengo colpito subito dal modo di parlare della gente del posto.                              Ogni frase sembra una scena teatrale, ogni parola è susseguita da gesti più o meno ingombranti creati da braccia e mani che si muovono ripetutamente, mi sembra quasi di essere partecipe nei loro discorsi, anche se per pochi istanti.
Arrivo a destinazione e a differenza delle precedenti tappe, inizio la sera stessa a fotografare. Metro colorate che mi affascinano per la loro architettura e mi catturano per i loro diversi temi e colori.

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Anche questa volta non sarò solo.
Ma cambio partner, dalla persona che conosco da più tempo, ad una che sto iniziando a conoscere veramente.
Alina. Orgogliosamente romena, residente a Taranto ma che studia e vive a Napoli.
Ed è lei che sarà guida e compagna di questo meraviglioso viaggio.

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Considerata la città dei presepi, mi basta salire su uno dei suoi punti più alti, per essere avvolto da un clima natalizio surreale, l’intera città illuminata con i lampioni stradali e le luminarie sui balconi, mi danno l’impressione di essere in un grande presepe vivente ma invece della capanna cerco tra i numerosi palazzi la famosa Spaccanapoli, una lunghissima strada che spacca letteralmente la città in due parti.
La città di sera non sembra affollata ma per ogni zona trovi situazioni differenti con centinaia di ragazzi che quasi vestiti a tema creano sfumature diverse tra loro, dando distinzione tra un posto e l’altro.
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Con il giorno tutto cambia, l’animo ottimista e divertito del napoletano trasforma l’evidente difficoltà che una città come questa conserva con malgrado, in una macchina produttiva pronta a valorizzare lavoro con solida tradizione e con animo gioioso e coinvolgente.                            Bancarelle di ogni tipo.                                                                                         Pizzerie stracolme di turisti.

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Bambini che in qualsiasi orario del giorno si ritrovano in campi improvvisati immedesimandosi per qualche ora nel loro beniamino Higuain.

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“uaglione famme na’ fotò song qui me vedì?”

Si. Il napoletano doc è anche questo, protagonista divertente di una semplice scena fotografica.

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Chiese, piazze e monumenti rendono la città piena di storia da scoprire, un forte senso di appartenenza alla religione e al protettore della stessa città, San Gennaro.

Bancarelle che si dividono il mercato tra pulcinella, Totó e il re Maradona. Sì, perché a Napoli ci sono tanti volti di Maradona tanto quanto quelli di San Gennaro.

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Il profumo delle pescherie, i bambini che sembrano ometti già cresciuti, i “mille culure” (come cantato da Pino Daniele in Napule è) dipinti tra i vicoli con lenzuola,maglie e divise da lavoro, mi portano a pensare ai quartieri della mia Taranto.
Turisti che in evidente disagio sfilano solo nelle vie principali tenendo le loro borse strette come se fossero bambini appena nati!
Pregiudizi e avvertimenti che la gente mi ha continuato a fare, non riesco a sentirli, non ho timore di essere derubato.
Mi sento sicuro.
Mi sento quasi a casa.

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Una città che mi ha regalato emozioni vere in pochissimi ore.

Bella, immensa, accattivante e viva, con i suoi panorami incantevoli.

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Questo viaggio lo concludo mettendomi alla prova partecipando all’evento “EYE CONTACT EXPERIMENT”.
Lo sguardo di uomo può dire più di tante parole, esso può essere vulnerabile e sincero se si osserva con attenzione.
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18/20 Dicembre 2015

Arrivederci Napoli.

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