BUCAREST – Romania
27/29 Novembre 2015
Se mi dovessero chiedere di definire Bucarest con una sola parola, userei sicuramente “Contraddittoria”.
E’ la capitale della Romania, la seconda tappa del mio progetto VIAGGIOINCONTROLUCE e anche per quest’avventura sono stato accompagnato da Ernesto, amico e inventivo traduttore all’occorrenza.
Solo 40 ore di tempo per immortalarla, visitarla e raccontarla.

Arrivo venerdì sera e già vengo assalito dal ritmo frenetico che una grande città turistica vive ogni giorno, macchine che sfrecciano su grandi strade che si abbracciano tra corsie e incroci non sempre facile da seguire.
Grandi strutture alberghiere che si sfidano tra loro “Faccia a Faccia”, mentre la fitta pioggia mi costringe a rinviare al giorno dopo la ricerca dello scatto perfetto.


Sabato, ore 8.30.
Scendo senza perder tempo e noto subito il primo segnale di una strana contraddizione: una grande capitale con il silenzio di un piccolo paese di campagna.
La città è isolata, incontro solo commercianti che in modo maniacale iniziano a spolverare le vetrine non sempre ben arredate del proprio negozio e operatori ecologi quasi ad ogni angolo.
Si. Uno dei tanti pregi di questa città è proprio la pulizia.





Trascorreranno 4 ore prima di vivere la città con tutte le sue sfumature, suoni e profumi.
Inizio a fotografare.
Allontanandomi leggermente dal cuore della città, mi accorgo subito che è una città in fase di crescita e che vuole riprendersi quella bellezza persa a causa della guerra, della dittatura e del terribile terremoto del 1977 che l’hanno piegata.
Maestosi palazzi abbracciati a strutture fatiscenti. Antiche chiese ortodosse nascoste che si alternano a numerose strutture bancarie. Vetrine da grandi griffe che fanno da base a balconi pericolanti di palazzi ormai abbandonati.






Percorrendo tanti km a piedi, mi ritrovo ad ammirare le grandi bellezze di questa città, un viaggio nel tempo che passa dalla prima residenza reale di Vlad Tepes (comunemente conosciuto come il Conte Dracula) nel centro storico, al secondo edificio più grande del mondo (solo dopo il Pentagono) Il Palazzo del Parlamento riconosciuto ancora per molti come “La casa del Popolo”. Un enorme Palazzo con numerosissime finestre che fa fatica a confondersi nella nebbia calata al tramonto, simbolo emblematico della follia dittatoriale di Ceaușescu. Dalla prestigiosa e moderna libreria a 5 piani di Carturesti Carusel nella zona più giovanile di Bucarest, al Palazzo Reale Cotroceni che viene raccontato attraverso una mostra fotografica storica; E ancora dall’ Ateneo Romeno alla Lupa Romana situata in Piazza Roma, dalla Biblioteca dell’ Università di Bucarest fino ad arrivare al Monumento della Rinascita, forse il meno prestigioso tra tutti ma per il paese resta il posto più importante perchè costruito in memoria delle vittime della rivoluzione. Vittime che hanno aperto la strada alla democrazia.










Una popolazione che mi ha dimostrato di essere generosa, forte e orgogliosa della propria storia, che conservando le antiche abitudini tra i sapori della cucina e gli antichi mestieri provano ad adattarsi ad una realtà ormai globalizzata, vivendo la quotidianità con semplice e tenace voglia di restare la grande città che è sempre stata.










Ma mi basta entrare in una qualsiasi via tra tutte queste grandi bellezze storiche per capire il disagio che ancora molti romeni vivono ogni giorno.
Povertà e distruzione sono accompagnati da silenzi surreali che si alternano ad assordanti suoni di sirene.







Un viaggio veloce e intenso che mi ha regalato sensazioni forti e contraddistinte.
Un posto da ritornarci sicuramente.